Blog Ospite: Scrittura Contro la Schiavitù: Phillis Wheatley è Illimitable Immaginazione

Da Laura Linker

Phillis Wheatley (1753-84), una settecentesca schiavo nero insegnato a leggere i suoi proprietari, composto da oltre 100 poesie in tutta la sua vita, molti di loro disegno sulla Bibbia come fonte di autorità infallibile. Il primo schiavo a pubblicare un libro, Wheatley spesso esorta l’America a pentirsi della sua partecipazione alla tratta degli schiavi. (Fu anche l’ideatore di ‘Columbia’ come termine per l’America, che inventò nel suo poema del 1776 ‘A Sua Eccellenza George Washington’.) Intrisa di autori canonici occidentali, tra cui Ovidio, Virgilio, Shakespeare e Milton, attinge allusioni classiche e religiose per sfidare i limiti legali e sociali che denigrano gli schiavi, adottando forme poetiche consolidate solo per usarle come luoghi di resistenza. La sua poesia dimostra notevole tecnica e apprendimento.

Wheatley

Una delle sue poesie più interessanti, ‘On Imagination’, impiega l’arte come mezzo per liberare la mente e la musa, concettualizzata come una figura che lei chiama Fantasia. Il suo poema propone una gerarchia alternativa in cui Fancy agisce una divinità che gode di libertà illimitata, nonostante la struttura poetica stretta della forma distico eroico, probabilmente letto nelle opere del poeta britannico quasi contemporaneo e ampiamente letto, Alexander Pope. In’ On Imagination’, Wheatley costruisce un mondo liberato al di fuori della schiavitù, volando sulle ali della Fantasia, altra parola per l’immaginazione, per liberarsi dai vincoli imposti da Winter, figura allegorica che rappresenta la schiavitù. Ristamperò il poema qui sotto:

LE TUE varie opere, regina imperiale, vediamo,
Quanto sono luminose le loro forme! Come sei stato in pompa magna!
Il tuo wond’rous agisce in un bell’ordine,
E tutti attestano quanto è potente la tua mano.
Dalle alture refulgenti di Helicon,
Ye sacred choir, e i miei tentativi di amicizia:
Per raccontare le sue glorie con una lingua fedele,
Ye blooming graces, triumph in my song.
Ora qui, ora là, la fantasia vagante vola,
Finché qualche oggetto d’amore colpisce i suoi occhi vaganti,
Le cui catene di seta legano tutti i sensi,
E la morbida prigionia coinvolge la mente.
Immaginazione! chi può cantare la tua forza?
O chi descrive la rapidità del tuo corso?
Librarsi nell’aria per trovare la dimora luminosa,
Th’ empyreal palace of the thund’ring God,
Noi sui tuoi pignoni possiamo superare il vento,
E lasciare l’universo rotolante alle spalle:
Da stella a stella l’ottica mentale rove,
Misura i cieli, e spaziare i regni sopra.

Lì in una visione afferriamo il possente tutto,
O con nuovi mondi stupiamo l’anima illimitata.
Anche se l’inverno aggrotta le sopracciglia agli occhi raptur’d di Fancy
I campi possono fiorire, e scene gay sorgono;
Le profondità ghiacciate possono rompere le loro bande di ferro,
E far mormorare le loro acque sulle sabbie.
Fair Flora può riprendere il suo regno fragrante,
E con le sue ricchezze flow’ry deck la pianura;
Sylvanus può diffondere i suoi onori rotonda,
E tutta la foresta può con foglie essere crown’d,
Show’rs può scendere, e rugiada loro gemme rivelare,
E nettare scintilla sulla rosa in fiore.
Tale è il tuo pow’r, né i tuoi ordini sono vani,
O tu il capo del treno mentale:
In piena perfezione tutte le tue opere sono lavorate,
E il tuo scettro o’er i regni del pensiero.
Davanti al tuo trono si inchinano i soggetti-passioni,
Dei soggetti-passioni sov’reign ruler tu;
Al tuo comando la gioia si precipita sul cuore,
E attraverso le vene incandescenti gli spiriti dardo.
Fancy potrebbe ora i suoi pignoni di seta provare
A salire dalla terra, e spazzare th ‘ distesa in alto:
Dal letto di Tithon ora potrebbe sorgere Aurora,
Le sue guance tutte incandescenti di morti celesti,
Mentre un flusso puro di luce scorre nei cieli.
Il monarca del giorno potrei vedere,
E tutte le montagne tipt con oro radioso,
Ma io riluttante lasciare le viste piacevoli,
Che abiti di fantasia per deliziare la Musa;
Inverno austero mi vieta di aspirare,
E tempeste del nord umido il fuoco in aumento;
Raffreddano le maree del mare che scorre di Fancy,
Cessare allora, la mia canzone, cessare la disposizione disuguale.

Il poema ricorda il poeta in un mondo ineguale di schiavitù che alla fine supera la figura della musa. Anche se Wheatley lotta contro la schiavitù, non può dimenticare i legami che la tengono prigioniera. Wheatley tuttavia si ribella contro la schiavitù attraverso la forma poetica, dimostrando la padronanza di una struttura difficile popolare nel periodo, anche se lavora contro il suo metro prevalente. Il distico eroico diventa tematicamente significativo. Una delle forme più severe, presenta due linee in rima di pentametro giambico che costringono il poeta a conformarsi a rigide regole poetiche. Wheatley impiega queste regole per ribaltare la struttura regolare nelle sue sostituzioni poetiche e nelle sue immagini. Rompe il pentametro giambico regolare con sostituzioni spondaiche punteggiate, lavorando contro i vincoli del distico. Il poema manca del “suono” dei distici eroici tradizionali, e quando viene letto ad alta voce, come spesso era la poesia nel diciottesimo secolo, la struttura del distico sembra dissolversi, come se i legami che tengono prigioniero il poeta si dissipassero. Per Wheatley, l’emancipazione esisteva solo attraverso le facoltà poetiche dell’immaginazione; la sua razza e il suo genere precludevano la libertà sociale o politica. Wheatley tuttavia sfida la sua prigionia, esprimendo la sua protesta contro la disuguaglianza sociale e la schiavitù come istituzione vincolante che potrebbe confinare il corpo, ma, come dimostra in ‘On Imagination’, non potrebbe incatenare la mente.

Laura Linker è assistente professore di inglese alla High Point University. Il suo libro, Dangerous Women, Libertine Epicures, and the Rise of Sensibility, 1670-1730, è stato pubblicato da Ashgate nel 2011. Laura gestisce anche un blog, http://lauraleighlinker.wordpress.com/.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.